14/11/2017 - Tutta la Verità sull'Induzione

Tutta la Verità sull'Induzione

Le future mamme, molto spesso, non ricevono un'informazione adeguata sulla pratica del parto indotto, che viene utilizzatore 40% dei casi (contro il 10% indicato come tetto massimo dall’OMS)

Per questo motivo è bene fare un po’ di chiarezza descrivendo in breve l'induzione del parto, ma soprattutto i pericoli associati ad un protocollo di questo tipo.

Il parto indotto, o induzione del parto, è una procedura medica volta a sollecitare le contrazioni uterine, stimolando così il travaglio.

 

Questo può essere praticato con diverse tecniche, generalmente vengono fatti in quest’ordine, ma dipendono dai protocolli dei singoli ospedali.

  • Scollamento delle membrane
  • Applicazione interna al collo dell’utero di una piccola strisciolina imbibita di prostaglandine
  • Inserimento del palloncino: una sorta di dilatazione meccanica dolce tramite il gonfiaggio del palloncino presente nel catetere
  • Amnioressi, ovvero rottura manuale del sacco amniotico
  • Somministrazione intravenosa di ossitocina sintetica.

 

Nessuna di esse è esente da RISCHI che possono mettere in pericolo la madre ed il bambino. UN PARTO INDOTTO SENZA UNA REALE NECESSITA’ (in italia siamo +30%  consigliato dall’OMS) PUO’ NUOCERE ALLA MAMMA E AL BAMBINO.

 

Tra questi rischi vi sono: 

- necessità di ricorrere ad un taglio cesareo: non sempre è possibile procedere per vie naturali. Spesso è indispensabile intervenire chirurgicamente in quanto il travaglio si allunga di molto.

- nascita prematura con possibile distress respiratorio per il bambino.

- riduzione del ritmo cardiaco fetale: i farmaci impiegati per l'induzione possono causare una diminuzione della frequenza cardiaca del bambino ed un minor afflusso di ossigeno allo stesso.

- infezioni che possono colpire la madre ed il nascituro.

- prolasso del cordone ombelicale: si verifica quando il cordone attraversa il canale delle cervice uterina prima della testa del bambino.

Ciò può comportare una deficienza di ossigeno al feto.

- rottura, seppure rara, dell'utero.

- emoraggie post-partum: scaturiscono dalla mancata contrazione spontanea delle pareti muscolari uterine.

 

 

 

PER TUTTI QUESTI MOTIVI, L'induzione del travaglio, secondo quanto stabilito nel 1985 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, dovrebbe essere eseguita solo in presenza di specifiche indicazioni mediche ed in nessun distretto geografico vi dovrebbe essere un tasso superiore al 10%.

 

 

Le donne che, al termine della Data Presunta del Parto (o della data stabilita ahimè dai protocolli ospedalieri di default), rifiutano di sottoporsi all'induzione del parto dovrebbero essere guidate lungo un percorso fatto di controlli intensificati.

Questi ultimi prevedono un monitoraggio, molto frequente, del battito cardiaco fetale, del livello di liquido amniotico e del grado di maturazione della placenta.

 

 

RICORDA! 

 

1) La gravidanza ha una durata fisiologica compresa tra le 37 e le 42 settimane.

Si parla, molto spesso, di induzione quando le settimane di gestazione sono solo 40. 

La gravidanza non ha una data di scadenza: il termine è presunto e come tale deve essere trattato.

 

L’ospedale che al corso pre parto ti dice “noi induciamo a 40+3” senza se e senza ma, senza una valutazione oggettiva dello stato di salute del feto, senza che siano reali indicazioni mediche, non sta facendo bene il suo lavoro, il lavoro volto a garantire il miglior travaglio per te e il tuo bambino.

 

2) L’ossitocina naturale e quella sintetica agiscono in modo differente.

L'ossitocina è un ormone peptidico, prodotto dall'ipotalamo e secreto dalla neuroipofisi.

Michel Odent, illustre medico ostetrico, l'ha definita ormone dell'amore e, infatti, viene prodotta dall'organismo in tutte quelle situazioni che vedono coinvolti i legami affettivi.

Svolge un ruolo fondamentale nella sfera riproduttiva femminile e maschile: influenza il desiderio sessuale, ha poteri sull'orgasmo, grava sull'ovulazione e sull'attività degli spermatozoi e viene sprigionata nel corso di un rapporto sessuale.

Il ruolo dell'ossitocina, durante il parto, è centrale e la sua secrezione è influenzata dalle sensazioni e dalle emozioni che circondano la futura mamma.

Il ginecologo ed ostetrico francese Leboyer, padre della nascita dolce, sosteneva che un ambiente tranquillo ed accogliente, la penombra, il contatto fisico ed il sentirsi rilassate potessero favorire la produzione di questo neuro-ormone. 

Una parte dell'ossitocina prodotta rimane nel cervello, mentre l'altra viene veicolata nei diversi organi.

La prima determina la comparsa di effetti che coinvolgono la donna da un punto di vista empatico.

La seconda, l’ossitocina sintetica, arrivata all'utero svolge solo un'azione meccanica, sollecitando le contrazioni.

(Per approfondire il discorso delle contrazioni e di come lavora l'utero leggi qui il nostro articolo sul dolore del parto).

 

3) L’ossitocina sintetica, invece, viene infusa per via endovenosa.

Non vi è, perciò, nessun coinvolgimento della PARTE EMOTIVA e la sua azione è di tipo puramente meccanico. Pertanto vengono a mancare le ENDORFINE o le PAUSE tra una contrazione e l’altra per cui spessissimo si ALLUNGA IL TRAVAGLIO (e quindi si termina in parto cesareo d’urgenza) o si RENDONO NECESSARIE MISURE ANALGESICHE di tipo farmacologico (come l’epidurale)

 

 

4) L'induzione aumenta le probabilità di ricorrere ad un parto cesareo

Diverse ricerche condotte confermano quanto sospettato: l'induzione del parto conduce, molto spesso, alla necessità di intervenire chirurgicamente con un cesareo.

I farmaci attivano le contrazioni, ma devono essere somministrati attentamente ed è necessario effettuare un monitoraggio costante nel corso del travaglio.

L'ideale sarebbe, infatti, ricreare lo stesso tipo di contrazioni che caratterizzano il parto fisiologico, in modo tale che il feto non soffra e la placenta non si stacchi (ma spesso i protocolli ospedalieri “viaggiano” più veloci e incuranti della lentezza che servono a una donna e a un bambino per “entrare” nel viaggio del travaglio). 

(Per approfondire il discorso delle contrazioni e di come lavora l'utero leggi qui il nostro articolo sul dolore del parto).

Se il bambino viene sottoposto ad una qualsiasi forma di stress è allora necessario intervenire chirurgicamente. 

Inoltre, essendo un parto medicalizzato, sarai costretta a letto senza possibilità di muoverti e questo rallenterà ulteriormente il travaglio.

 

 

5) L'induzione aumenta le probabilità di depressione post-partum, non favorisce l'instaurarsi del legame tra madre e figlio e non aiuta l'allattamento.

Un travaglio affrontato in modo naturale con ossitocina, endorfine e prolattina costituisce una buona base con cui affrontare i primi giorni della maternità.

L’induzione invece, visti le cascate di interventi a cui poi si viene sottoposti nella maggioranza dei casi, porta a una deviazione sostanziale dal parto fisiologico e questo comporta:

  • la sensazione di non avercela fatte da sola (spesso si sente dire “se non ci fosse stato il dott. x non so come avrei fatto!”)
  • la sensazione che non abbia partorito TU, ma che gli altri ti abbiano fatta partorire
  • l’epidurale, per far fronte alle contrazioni (decisamente molto più forti con l’induzione, senza pause e spesso senza endorfine), rende spesso i bimbi sonnolenti alla nascita, il che ritarda l’attacco al seno
  • il mancato attacco al seno immediato rende difficoltoso l’allattamento e quindi un post parto ancora più difficoltoso di quello che già è nella fisiologia.
  • spesso inoltre vi sono le ferite del cesareo o dell’episiotomia (pratica spesso usata a seguito dell’epidurale che, quando viene fatta poco correttamente, inibisce le sensazioni fondamentali di “spinta” nella fase espulsiva)

 

 

VUOI SAPERNE DI PIU’? NON SEI CONVINTO?

Leggi qui le linee guida dell’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ SULL’INDUZIONE DEL TRAVAGLIO


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Azzurra Spreafico

Coordinatrice di Mama-o & pedagogista, mamma di Abigail, una bimba nata nella tranquillità della casa maternità.

"Cambiamo il mondo una nascita alla volta": questo il suo mantra.

 

Mama-o, Centro di arte ostetrica & per la Prima Infanzia

Siamo a Merate, in provincia di Lecco e ad Arcore, in provincia di Monza e Brianza.... ma sopratutto, a casa tua!
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Commenti

Francesca | 01/05/2018

L'avessi saputo prima! Comunque grazie, ho capito un po' di più il mio parto (induzione, epidurale e infine cesareo d'urgenza...), vome mi sono senrita dopo (esattamente come hai scritto!!) e perché non l'ho ancora "digerito"

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